EUR

EUR

Il Quartiere EUR ed il sogno dell’Esposizione Universale.

“Europa” è oggi il nome ufficiale del quartiere da tutti noto come EUR; acronimo, come largamente noto di “Esposizione Universale Romana”. Era però, in verità, “E42” il nome inizialmente prescelto per la “città ultramoderna” che, nel 1942, avrebbe dovuto ospitare l’Esposizione universale di Roma. La data scelta non era assolutamente casuale, essa corrispondeva infatti al ventesimo anniversario della marcia su Roma. L’evento era già stato celebrato, a partire dal 1932, da una grande mostra, tenutasi nel palazzo delle Esposizioni e dedicata alla “rivoluzione fascista”, che ottenne grandissimo successo di pubblico.

L’idea di ospitare un’esposizione universale a Roma fu suggerita a Mussolini, per la prima volta, nel giugno 1935 da Giuseppe Bottai, il quale, sospeso dall’incarico di ministro delle corporazioni, era stato da poco nominato governatore della città. La grande innovazione, rispetto alle edizioni precedenti, i cui edifici avevano carattere temporaneo, era la natura stabile di quasi tutte le parti progettate, che avrebbero dovuto costituire il nuovo nucleo dell’espansione della città in direzione del mare.

progetto E42

Uno dei primi progetti dell’E42

Il piano della zona, stabilito dallo stesso gruppo di architetti che aveva progettato la città universitaria, fu successivamente rielaborato dal loro coordinatore, Marcello Piacentini, mentre per la progettazione dei singoli edifici furono invece banditi, dal 1937, quattro differenti concorsi.

Lo stile, definito razionalismo metafisico, in riferimento alla pittura di De Chirico, è espressione di un classicismo estremamente semplificato. Seppur improntato alla modernità, il complesso è, per ovvie esigenze di monumentalità e di propaganda, più retorico rispetto ad altre espressioni dell architettura italiana del periodo.

L'E42 in costruzione

L’E42 in costruzione

Allo scoppio della guerra, degli edifici previsti per l’EUR, erano stati completati solamente il Palazzo degli uffici dell’Ente ed il Villaggio operaio lungo la via Laurentina. Erano in costruzione, fra gli altri, i Palazzi dei congressi e della civiltà italiana, i quattro musei della piazza Imperiale, oltre alle fondazioni del teatro, della chiesa, dell’ufficio postale ed i palazzi dell’esedra di INA e Previdenza sociale. Era inoltre stata realizzata la parte strutturale delle stazioni della metropolitana che avrebbero dovuto collegare l’Esposizione con la stazione Termini. I tunnel furono utilizzati durante la guerra come rifugio antiaereo.

colosseo quadrato

Il Palazzo della civiltà Italiana in costruzione nel 1940

I lavori ripresero alcuni anni dopo la guerra. Nel 1950 fu terminata la via Cristoforo Colombo, già via dell’Impero, che il fascismo aveva lasciata interrotta, e nel 1951 si riprese la costruzione. Un nuovo progetto per l’EUR fu poi predisposto nel 1955, poi con il funzionamento della metropolitana arrivarono gli uffici del comune, enti dislocati e ministeri; seguiti da sedi di compagnie private. L’arrivo degli impiegati determinò l’apertura dei primi negozi, mentre nascevano le prime abitazioni nelle zone residenziali. Questa fase di trasformazione in centro direzionale, si avvalse invece dei linguaggi dell’international style, nel tentativo di fornire l’immagine di una società nel pieno della modernizzazione. L’ultima grande fase di sviluppo dell’EUR si ebbe in previsione della XVII Olimpiade, tenutasi nel 1960. Fu infatti in questa zona che furono realizzati il Palazzo dello sport, il Velodromo, e la Piscina delle Rose; allo stesso periodo appartengono il completamento di diverse zone e la costruzione del lago artificiale.

velodromo

Il velodromo olimpico di Roma demolito nel 2008

Per scoprire di più sul nuovo progetto di Fendi al Palazzo della civiltà italiana si può consultare il sito ufficiale qui.