Mausoleo di Augusto

Mausoleo di Adriano

Mausoleo di Adriano

 

Il Mausoleo di Adriano, oggi più noto come Castel Sant’Angelo, era in origine un mausoleo fatto erigere dall’imperatore Adriano per accogliere le sue spoglie e quelle della sua famiglia. Era il terzo dei grandi monumenti funebri fatti costruire dagli imperatori romani, dopo quelli di Augusto in Campo Marzio e di Vespasiano sul Quirinale.

La zona in cui l’imperatore volle il suo Mausoleo era chiamata Ager Vaticanus, una regione che si estendeva fra i Montes Vaticani ed il Tevere. Era attraversato da due vie, la Triumphalis e la Cornelia all’incrocio delle quali era situato un grande sepolcro a forma di piramide, la cosiddetta meta Romuli, ricoperto di lastre di marmo. Li accanto si trovava inoltre una costruzione ricordata come Therebintus Neroni a punta circolare. Inoltre l’area era caratterizzata dalla presenza di numerosi sepolcri, in seguito distrutti per far posto alla Basilica Vaticana, posti, come era la consuetudine romana, lungo le vie di comunicazione al di fuori del Pomerio, il recinto sacro urbano.

Ager Vaticanus

L’Ager Vaticanus ed il suoi monumenti in una ricostruzione

Il Mausoleo di Adriano, secondo l’ipotesi più accreditata, era costituito da una base quadrangolare di circa 89 metri di lato in opus latericium, alta 16 metri, rivestita di marmo e con epigrafi riguardanti i membri della famiglia imperiale lì sepolti. Ai quattro angoli del basamento vi erano dei gruppi statuari in bronzo con uomini e cavalli.  Al centro della costruzione si ergeva un “tamburo” di 64 metri di diametro in opus caementicium, rivestito di blocchi di tufo e travertino decorato, alto circa 21 metri e ornato da statue di marmo, forse coperto sulla sommità da un tumulo di terra alberato di tipo etrusco. Infine, una torre a pianta circolare sosteneva la quadriga bronzea con l’imperatore Adriano nelle vesti del dio sole. All’esterno vi era un recinto di pilastri, di cui sono state trovate le fondazioni in travertino, decorate con pavoni di bronzo (due dei quali si trovano ora ai Musei Vaticani). All’interno erano tre grandi aule sovrapposte (ancora esistenti, si tratta della Sala delle Urne, la Sala della Giustizia e la Camera del Tesoro) fatte per accogliere le tombe imperiali, e una rampa elicoidale.

Al Mausoleo si accedeva mediante il Pons Aelius cosi chiamato dal prenome dell’imperatore, che costituiva l’ingresso scenografico alla tomba. La data d’inizio dei lavori dell’intero complesso non è conosciuta ma è senz’altro posteriore al 123 d.C. E’ nota invece la data dell’inaugurazione, il 139 d.C., eseguita dall’imperatore Antonino Pio in occasione del trasporto delle spoglie di Adriano, morto l’anno precedente. In seguito vi furono deposti i componenti della famiglia degli Antonini (gli imperatori Antonino Pio, Lucio Vero, Marco Aurelio, Commodo con le loro spose e i loro figli) e quelli della famiglia dei Severi. Il Mausoleo fu chiuso definitivamente con la deposizione delle ceneri dell’imperatore Caracalla nel 217 d.C.

Mausoleo di Adriano e Ponte Elio

Ponte Elio e il Mausoleo di Adriano in una incisione tedesca di J. W. Stor del XVIII sec.  (Pons Aelii zu Rom nebst der Engelburg)

Alla fine del terzo secolo (271) l’imperatore Aureliano decise di costruire una cinta di mura attorno a Roma per proteggere la Capitale dalla minaccia delle invasioni barbariche. La cinta difensiva è lunga 18 km e in essa vennero inglobati tutti quegli edifici che potevano essere utilizzati: i Castra Praetoria, l’anfiteatro Castrense, la piramide funebre di Caio Cestio e la Mole Adrianea, tutti edifici robusti e che si prestavano magnificamente a costituire delle fortificazioni, soprattutto l’ultimo, situato in una posizione strategica.

Il Mausoleo di Adriano si trovava Infatti, in un luogo divenuto importantissimo, sia perché dominava la zona piana circostante, chiamata i “prati di Nerone”, sia perché poteva difendere il ponte Elio divenuto, con la distruzione del ponte Trionfale, l`unico accesso alla parte nord della città. Inizia cosi una nuova vita per il sepolcro degli Antonini, diventato ormai baluardo di difesa nelle mura Aureliane che circondano Roma. Per due secoli circa (dal 277 d.C.) abbiamo poche e sommarie notizie sulla Mole Adrianea. Tutti gli oggetti e gli arredi preziosi che ornavano il Mausoleo furono probabilmente asportati durante il saccheggio di Roma di Alarico con i suoi Visigoti (410) o durante quello di Odoacre (476).

Altre notizie, seppur molto vaghe, le abbiamo durante il regno di Teodorico, il grande re goto, in cui si parla dell’edificio come del “Carcer o Domus Theodorici”, forse perché egli s’interessò attivamente del restauro di molti monumenti romani. Si hanno, invece, notizie precise sulla tomba di Adriano dallo scrittore Procopio, il quale nel suo “De Bello Gothico” ci ha lasciato un’ampia descrizione del Monumento e delle devastazioni che esso subì in occasione dell’invasione dei Goti nel 537. Fatto insolito, questa prima devastazione della Mole Adrianea, come documenta Procopio, fu eseguita non dagli assalitori ma dagli assaliti, i quali non avendo altra risorsa per difendersi “spezzarono la massima parte delle statue, che erano assai grandi e sollevate con ambo le mani quelle grossissime pietre, le scagliarono sul capo dei nemici”.

Il celebre Fauno Barberini, o Fauno Ubriaco è una di queste statue. Fu rinvenuta scavando nel fossato del mausoleo di Adriano nel 1624 andando ad arricchire la prestigiosa collezione di Palazzo Barberini, affidandone il restauro a Gian Lorenzo Bernini. La scultura venne poi acquistata da Re Ludwig di Baviera nel 1814 ed oggi è esposta nella Glyptothek di Monaco di Baviera.

Fauno Ebbro

Il Fauno Barberini o Fauno Ebbro – Glyptoteca di Monaco di Baviera

Dieci anni dopo, i Goti di Totila, occupata la Città eterna, trasformarono il Mausoleo in castello (le notizie sono sempre di Procopio) recintandolo con mura o congiungendolo a quelle già esistenti.

Il passaggio definitivo da Mausoleo di Adriano a Castel S.Angelo verrà approfondito in un successivo articolo.

Sito ufficiale di Castel S.Angelo

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